venerdì 29 giugno 2012

ancora Vienna, perché l'amore dura per sempre

aneddoti sparsi...
la nostra sosta preferita nel pomeriggio era un Nekocafe, ossia un bar a gatti nel centro città: grande spazio allestito con pochi tavolini e molte cucce e giochi, dove tranquilli avventori si potevano bere un mediocre caffé accarezzando i docili gatti presenti, vere star del locale.
io ero in crisi di astinenza da felini, per cui mi sono ritrovata sdraiata sul pavimento a vezzeggiare emeriti sconosciuti, manco fossero i principini che governano casa mia!




mia madre è riuscita a farmi prendere un'accidenti quando è stata colta dalla sindrome di Stendhal in un museo, ed a momenti me la perdo ...
tra i tanti motivi che dovrebbero spingere le persone a visitare ed amare Vienna, ci sono le opere di Friedensreich Hundertwasser, una sorta di uomo del Rinascimento un filino folle.
la mamma non lo conosceva affatto, per cui la porto prima a mangiare nel divertente bistrò aperto nel museo dedicato all'artista (e da lui progettato e costruito), poi a vederne le opere: dopo averne letto attentamente  la biografia, passiamo nelle sale con le opere esposte, illuminate dalla luce di strane finestre e dal suggestivo susseguirsi di ombra e luce pensato per i suoi quadri ...
e quella mi si mette a tremare, a sudare, portandosi le mani alla testa, sussurra che si sente svenire ...
ed a me pija er panico!
mangiare aveva mangiato, per cui una crisi ipoglicemica era da escludere, caldo non faceva perché le sale erano climatizzate e quindi niente colpo di calore, la pressione non è mai stata un problema, ed allora cosa stava succedendo in un paese dove non parlo una parola della lingua e l'ansia riuscirebbe a farmi dimenticare tutto l'inglese che conosco?
insieme ad una gentile custode, preoccupatissima anch'essa, la facciamo sedere, le viene portato un bicchiere d'acqua e dello zucchero ed aspettiamo sia in grado di parlare di nuovo ...
"tanta bellezza e tanta coerenza mi hanno sconvolta"
ecco, mi piacerebbe a volte provenire da una famiglia un zinzino più tetragona.





11 commenti:

Paolo ha detto...

:))) !!!

Il bar coi gatti!! Anch'io, anch'io!

Bravino il coloritore, diciamo da seconda media, però portato alla pittura...
Mamma molto, molto sensibile, non la portare agli Uffizi!

Soffio ha detto...

il bello é bello, sennò....tv

giovanotta ha detto...

ah sei lì (lontana da Caronte) beata! mi fu riferito che Hundertwasser ha dipinto l'esterno di un inceneritore, abbellendolo ovviamente, credo su questo si sia aperto un dibattito su cui dovrei informarmi meglio
ma digitando H. + immagini, vengono fuori cose spettacolari! non mi meraviglio la mamma si sia sentita frastornata! :)
un salutone!
(p.s. quante Sacher Torte?)

gattarandagia ha detto...

@paolo, sai far di meglio? (p.s.: la mamma c'è cresciuta agli Uffizi!)
@soffio, oddio, c'è tv e tv: non potendo viaggiare e vedere mostre, Passepartout su Rai5 ne fa resoconto molto godibili, dove si vede che il bello è bello!
@giovanotta, l'inceneritore è diventato uno dei simboli viennesi, di come la città sappia trasformarsi e creare energia e bellezza da una costruzione francamente orrenda! niente sachertorte perché non amo la cioccolata, in compenso mi sono lasciata andare con gli strudel.
ah, se vuoi rosicare, leggi qui: http://www.econote.it/2010/11/05/il-termovalorizzatore-autriaco-firmato-da-hundertwasser/
se penso a quanto affoghiamo nella monnezza, mentre altri inventano modi non inquinanti di trasformazione della materia ... ah, va da sé che a Vienna i raccolgitori per la differenziata sono anche nelle stazioni della metro, caso mai avessi bevuto e non sapessi dove gettare la bottiglia!

Linda ha detto...

Tremare di fronte alla bellezza dell'arte è così d'altri tempi e così raro, ormai. Immagino che sia una donna di straordinaria sensibilità, la tua mamma!

Sul bar-gatto dico che è una bella idea e che non ne avevo mai sentito parlare!

gattarandagia ha detto...

@linda, i bar a gatti sono una novità che viene dal Giappone (ossia, lì sono in uso da tempo) e servono a far diminuire lo stress dei clienti grazie al coccolamento di gatti particolarmente socievoli.
sulla sensibilità delle madri non mi pronuncio: che cavoli! sono esseri speciali!

redcats ha detto...

I gatti ricevono regolare salario? redcats

gattarandagia ha detto...

@redcats, un po' come le ragazze au pair di una volta: vitto, alloggio e tanto lavoro ... ma non è che siano stressatissimi, eh.

danis ha detto...

Ma ti puoi beccare il cimurro coi gatti estranei!!!
Essi più prudente e non grattarti...
La mamma è sempre la mamma e immagino la dieta cui l'hai sottoposta. Ti ha dato una lezione e dille che l'adoro. :-)

gattarandagia ha detto...

@danis, gatti estranei deliziosi!
la mia mamma non mi ha dato una lezione, mi ha fatto prendere un colpo ... è diverso!

Closethedoor ha detto...

Un bar... a gatti? Ohibò, non sapevo che fosse un genere a parte! :-o

Leggere di tua mamma mi ha intenerita tantissimo, io quasi quasi mi credevo che la sindrome di Stendhal se la fossero inventata i critici :-D